Schemi sociali

On settembre 19, 2011, in Blog, by WM
Parlando con amici e colleghi capisco ogni giorno di più il significato della parola consuetudine. In questo caso, le abitudini del nostro modo di pensare, si potrebbero anche definire come schema sociale (o mentale). Quando qualcuno apprende della mia decisione di abbandonare l'Italia e cambiare vita, vedo sempre la stessa faccia sorpesa e sento sempre le stesse domande: "Dove vai?" "Perchè hai scelto l'Australia?" "E la casa? e i tuoi genitori?" "Hai già un lavoro là?" In Italia non siamo abituati a cambiare paese, se non per forte necessità. Non siamo nemmeno abituati ad uscire a 18 anni di casa, come fanno in molte altre nazioni. Sembra una crudeltà ai nostri occhi. In realtà si tratta di crescere (non troppo in fretta), con meno paure e più positività. Le possibilità di riuscire nella vita, e quindi vivere felicemente, aumentano. Vedo molte persone aggrappate a quello che hanno, non sapendo quello che perdono. Sono nel loro piccolo mondo e credono di essere (o lo sono veramente, chi può dirlo) contenti della loro esistenza. Subito dopo le domande, però, arriva la voglia di evadere. Per un attimo si immedesimano in me o riflettono su qualche cosa che vorrebbero, o avrebbero voluto fare; rimangono a fantasticare parlando di ricordi o di possibili futuri alternativi. Poi, con un pò di tristezza negli occhi, ritornano alla realtà. Vedo tante persone con catene "vere". Chi con figli e moglie insopportabile, si ubriaca alle feste per evadere da una vita che non vogliono, o inventano banali bugie per uscire con gli amici. Mi dispiace per voi, ma ve lo siete scelto. Non siete obbligati a continuare. Come diceva il bambino del "Sesto Senso": Vedo la gente morta...
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3 Responses to “Schemi sociali”

  1. Dobbiamo svegliarci e renderci conto che siamo stati ingannatidalla politica e dalle banche !
    Guardate qua: http://www.olympos.it/pubblicare_comunicati_stampa_gratis/earth-overshoot-day/

  2. max & giulia says:

    abbiamo trovato il link al tuo blog su tripaustralia.. anche io e la mia partner siamo partiti piu di sei mesi fa e facciamo un sacco di analisi sulle paure delle persone, sul fatto che siano schiavi delle loro convenzioni e convinzioni..

    leggere il tuo blog è un piacere, perchè condividiamo esattamente il tuo punto di vista..

    partire non è facile e bisogna mettere in conto di prendere tante pedate nel sedere, ma ne vale sicuramente la pena. Di certo non morirò senza aver vissuto.

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